Dott. Tancredi AscaniMedico chirurgo, omeopata unicista
Riceve per appuntamento a Perugia (PG) e Pesaro (PU).
Omeopatia
Che cos’è l’omeopatia
L’ Omeopatia è un metodo clinico, diagnostico e terapeutico basato sulla “Legge dei Simili” e sull’uso di medicinali, rimedi omeopatici, utilizzati in dosi estremamente diluite. Tali diluizioni garantiscono la totale assenza di tossicità ed effetti collaterali (se usati correttamente) e, i rimedi omeopatici, vengono infatti normalmente utilizzati anche in gravidanza e nella prima infanzia.
La Legge dei Simili afferma che è possibile curare e guarire un malato somministrandogli una sostanza che, nell’uomo sano, riproduce i sintomi caratteristici della sua malattia.
“Non esistono malattie ma solo malati”. Questo era il profondo e innovativo pensiero di S. Hahnemann, fondatore dell’Omeopatia, più di due secoli fà. Egli aveva compreso cioè, che ogni malato ha un suo modo, unico e irripetibile, di fare la “sua malattia” e i suoi sintomi, sia fisici che mentali, rappresentano lo sforzo benefico (che quindi non va ostacolato con farmaci dall’azione contraria) dell’organismo di riportarsi in salute.
La terapia omeopatica va pertanto strettamente personalizzata e necessita di un trattamento medico terapeutico individualizzato (ad es. lo stesso tipo di asma, in due soggetti diversi, richiede spesso rimedi omeopatici differenti). Questo perché in Omeopatia, non esiste un rimedio specifico per la tosse, uno per l’asma etc. ma esiste un rimedio specifico, per quella persona, in quel preciso periodo/momento della sua vita, somministrato in base alla Legge dei Simili.
La cura omeopatica agisce stimolando le naturali reazioni di difesa dell’organismo, portandolo ad un miglioramento o alla guarigione, tramite la correzione dello squilibrio profondo che aveva portato alla comparsa dei sintomi fisici e mentali. Virus e batteri sono importanti ma molto più importante è lo stato di salute dell’organismo con cui questi vengono in contatto (perché durante un’epidemia influenzale solo alcune persone si ammalano, pur respirando tutti il virus?).
Focalizzando la propria attenzione sull’uomo, nella sua complessità e continua dinamicità (l’organismo umano è in continuo mutamento per mantenere il suo equilibrio con l’ambiente esterno), la Medicina Omeopatica agisce quindi come autentica Medicina della Persona, rivalutando il concetto di “terreno”, in accordo anche con quanto espresso da L. Pasteur, padre della Microbiologia moderna, allorché scriveva: “…il terreno è tutto, ben più importante del microbo”.
L'Omeopatia è il più innovativo e raffinato metodo per curare i pazienti in modo economico e non violento. Il governo deve incoraggiarla e promuoverla nel nostro Paese.
Il Dr. C.S.F. Hahnemann fu un uomo di superiore tensione intellettuale e di alti sentimenti umanitari che fece dono all'umanità di questa grande possibilità. Mi inchino dinnanzi al suo valore e al suo erculeo lavoro.
Omeopatia
Principi fondamentali
La Legge dei Simili
“Similia similibus curentur” : il simile si curi con il simile Ippocrate (460-375 a.C)
La Legge dei Simili afferma che “per curare un malato, si deve somministrare una sostanza che sia in grado di provocare, nell’uomo sano, una sintomatologia molto simile ai sintomi presentati dal malato”.
La legge dei simili ha origini antichissime e fu formulata già da Ippocrate, padre della medicina moderna, nel IV sec. a.C.. Egli notò ad esempio che l’Elleborus niger, una pianta, ad alte dosi era in grado di provocare una diarrea molto simile a quella del colera mentre a piccole dosi era effettivamente in grado di curare alcune forme di colera.
Quasi tutta la storia della medicina si è però sviluppata privilegiando la “legge dei contrari” (ad es. per il dolore si prende l’anti-dolorifico, per l’ipertensione l’anti-ipertensivo, per la febbre l’anti-piretico ecc.) in quanto molto più logica e comprensibile per la nostra mentalità e di più facile applicazione. Il principio dei simili è senz’altro apparso più misterioso e più ostico da mettere in pratica. Sembra infatti assurdo a prima vista che, se vogliamo curare una persona intossicata da una certa sostanza, dobbiamo somministrargli la stessa sostanza. Logicamente il paziente dovrebbe peggiorare.
La chiave per una corretta e sistematica applicazione della legge dei simili la dobbiamo a Samuel Hahnemann, fondatore dell’omeopatia, il quale intuì e poi dimostrò, per via sperimentale, che si potevano evitare gli effetti collaterali e mantenere allo stesso tempo le proprietà terapeutiche, sottoponendo le sostanze ai processi di diluizione e dinamizzazione.
Il Medicinale Diluito e Dinamizzato
Non bisogna confondere l’omeopatia con l’erboristeria o la fitoterapia. Spesso si sente dire che l’omeopatia “cura con le erbe…”. I rimedi omeopatici in realtà possono derivare da sostanze del mondo vegetale, minerale o animale. Tali sostanze, prese singolarmente, vengono sottoposte a un processo di diluizione e dinamizzazione successivi.
La diluizione, che avviene in genere in acqua e alcool, spesso fino alla completa scomparsa di qualsiasi molecola della sostanza di partenza, garantisce la completa assenza di tossicità dei rimedi omeopatici.
La dinamizzazione, cioè il processo di scuotimento della soluzione omeopatica tramite agitazione dall’alto verso il basso, determina un aumento dell’energia e quindi dell’efficacia del rimedio omeopatico. Ovviamente se ci limitassimo solo a diluire in acqua una sostanza, senza il processo della dinamizzazione, questa sostanza perderebbe qualsiasi capacità di provocare una reazione biologica in un organismo vivente e la soluzione sarebbe indistinguibile dall’acqua pura.
E’ stato invece dimostrato scientificamente che le soluzioni omeopatiche (sostanza di partenza estremamente diluita e dinamizzata) possono alterare in modo permanente le proprietà chimico-fisiche del solvente acquoso distinguendosi con certezza dall’acqua pura.*
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Elia V, Niccoli M.
Thermodynamics of extremely diluted aqueous solutions.
Ann N Y Acad Sci. 1999 Jun 30;879:241-8.
Elia V, Napoli E, Germano R .
The 'Memory of Water': an almost deciphered enigma. Dissipative structures in extremely dilute aqueous solutions.
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Elia V, Baiano S, Duro I, Napoli E, Niccoli M, Nonatelli L .
Permanent physico-chemical properties of extremely diluted aqueous solutions of homeopathic medicines.
Homeopathy. 2004 Jul;93(3):144-50.
La Sperimentazione sull’Uomo Sano
Ogni rimedio omeopatico viene sperimentato su persone sane volontarie, gli “sperimentatori” (provers). I sintomi peculiari, sia fisici che mentali, insorti negli sperimentatori, vengono raccolti in dei grossi volumi, le Materie Mediche Omeopatiche.
Questa metodica ci offre numerosi vantaggi:
- non essendovi la sperimentazione su animali si evita il problema (frequente nella farmacologia allopatica) della diversità d’effetto di una stessa sostanza tra uomo e animale
- non esiste il problema etico di sperimentare sostanze su animali vivi
- le sperimentazioni vengono effettuate in modo molto accurato. Si raccolgono anche migliaia di sintomi, sia fisici che mentali, per ogni rimedio sperimentato
- abbiamo una conoscenza clinica accumulata in più di 200 anni da migliaia di medici e con milioni di casi risolti riguardo l’utilizzo dei rimedi omeopatici
- una tale conoscenza ci garantisce l’estrema efficacia e sicurezza dei medicinali omeopatici senza che si verifichino effetti nuovi ed imprevisti che hanno invece portato al ritiro dal commercio di molti farmaci allopatici (ad es. il “Lipobay”, la “talidomide” ecc.). La conoscenza clinica dei farmaci tradizionali è infatti molto più limitata, anni o al massimo pochi decenni e questo può non essere un tempo sufficiente a garantirne la totale sicurezza.
Il Rimedio Unico (Unicismo)
Nel corso del tempo sono nate tre diverse scuole di pensiero riguardo il metodo di prescrizione omeopatica:
- l'omeopatia unicista. Prescrive esclusivamente un solo rimedio omeopatico monocomponente per volta (Rimedio Unitario), il cosiddetto “simillimum”, cioè il rimedio più simile alla sintomatologia peculiare fisica e mentale del paziente;
- l'omeopatia pluralista. Prescrive, per lo stesso paziente, più rimedi omeopatici contemporaneamente o in diversi orari del giorno;
- l'omeopatia complessista. Utilizza miscele di diversi rimedi omeopatici in formulazioni fisse (i "complessi") che vengono prescritti a seconda del disturbo (ansia, febbre, dolore ecc.) senza esigere una particolare personalizzazione sul paziente.
L’omeopatia fondata da S.Hahnemann è unicista
L’omeopatia rivendica la sua scientificità grazie alla sperimentazione sull’uomo sano e, poiché i rimedi omeopatici vengono sperimentati singolarmente, si conoscono gli effetti di un solo medicinale somministrato per volta . Di conseguenza non possiamo sapere cosa succede in un organismo prescrivendo più rimedi omeopatici contemporaneamente o in diversi orari del giorno. Spesso infatti i rimedi omeopatici si antidotano (annullano i loro effetti) a vicenda e comunque, mescolare più sostanze diverse tra di loro, potrebbe fornire stimoli contradditori, provocando effetti nuovi, imprevedibili e aumentando lo stato di "disordine" dell'organismo, allontanandolo quindi da quello che dovrebbe essere un processo curativo omeopatico.
La natura agisce in base a leggi eterne senza chiedere la vostra autorizzazione; ama la semplicità ed è efficace con un solo rimedio mentre voi sortite pochi effetti con molti di essi. Cercate di imitare la natura.
IN SINTESI
Non basta assumere una sostanza che sia diluita e dinamizzata per curarsi con l’omeopatia. La medicina omeopatica si basa su principi metodologici irrinunciabili che sono:
- la Legge dei Simili
- il Medicinale Diluito e Dinamizzato
- la Sperimentazione sull’Uomo Sano
- il Rimedio Unico (Unicismo)
Nota
L’omeopatia si fonda sulla corretta applicazione dei principi sopramenzionati. Essa interviene sulla persona sfruttando il fatto, sperimentalmente dimostrato, che una sostanza diluita e dinamizzata cura quei sintomi che è in grado di provocare quando viene somministrata ad un soggetto sano.
Questo è il motivo per cui in omeopatia, “non esiste un rimedio specifico per la tosse, uno per l’ansia, per l’asma ecc. ma esiste un rimedio specifico per quella persona in quel preciso periodo/momento della sua vita”, somministrato in base al principio di similitudine.
Lo stesso tipo di asma ad esempio, in due soggetti diversi, richiede spesso rimedi omeopatici differenti. Quindi, il medicinale omeopatico che ha fatto bene ad una persona non necessariamente farà del bene ad un’altra, pur se questa presenta lo stesso tipo di disturbo. E non solo, la stessa persona con la stessa malattia ma in periodi diversi della sua vita, può aver bisogno di rimedi omeopatici differenti. Si è invece ormai diffusa da tempo, sia tra medici che tra non medici, la pratica di prescrivere a chiunque rimedi omeopatici (o miscele di più rimedi omeopatici) solo sulla base del sintomo (ed es. febbre, ansia ecc.) trascurando quasi completamente il principio di similitudine e l’individualizzazione della terapia, caposaldi fondamentali e inscindibili della medicina omeopatica con i quali, insieme alle sperimentazioni omeopatiche, essa rivendica la sua scientificità e efficacia.
I pazienti dovrebbero essere correttamente informati su ciò che viene loro prescritto e sulla metodologia utilizzata dal medico a cui si affidano.
Nel nostro Studio si pratica soltanto la medicina omeopatica “unicista”
Una cura omeopatica richiede sempre un trattamento medico terapeutico individualizzato che rispetti tutti i principi e la metodologia formulati da S. Hahnemann. Se anche uno di questi principi non viene rispettato non si può affermare di fare una corretta terapia omeopatica, che l’omeopatia sia lenta, inefficace…
L’omeopatia o è Hahnemanniana o non è omeopatia
Omeopatia
Diffusione
Nel mondo
L’omeopatia è oggi utilizzata da più di 300 milioni di pazienti e da circa 100.000 medici in oltre ottanta Paesi del mondo. Si è diffusa principalmente in Europa ma è anche presente in Sud America (Brasile, Argentina), India, Pakistan, Sud Africa, Tunisia, Marocco, Venezuela, Israele, Australia, ecc.. In numerosi Paesi (India, Messico, Brasile, Scozia, Francia ecc.) l’omeopatia è inserita nell’ambito del sistema sanitario.
In Europa
Il notevole interesse che l’omeopatia ha suscitato presso i medici ha portato alla creazione di ospedali omeopatici in vari Paesi d’Europa. Gli ospedali più famosi sono il Glasgow Homoeopathic Hospital in Scozia, il Royal London Homoeopathic Hospital in Inghilterra e l’Hôpital Saint-Jacques a Parigi. In Francia, Germania, Inghilterra, Belgio e Olanda le cure omeopatiche vengono regolarmente praticate negli ospedali statali e rimborsate dal Sistema Sanitario Nazionale.
La Francia si classifica al 1° posto fra i paesi europei che utilizzano medicinali omeopatici. Sono sempre più numerosi i francesi che scelgono questi medicinali essendo infatti passati dal 22% nel 1984 al 40% nel 2002. Il 69% della classe medica inoltre ritiene che l’omeopatia sia una terapia efficace.
In Italia
Secondo un’indagine Doxa del Novembre 2004 il 23% (ovvero 14 milioni di persone) degli italiani sceglie di curarsi con l’omeopatia e dal 2000 al 2005 gli utilizzatori dell’omeopatia sarebbero aumentati dell’83%. La medicina omeopatica viene riconosciuta efficace da una percentuale elevatissima di pazienti: il 91% dei suoi consumatori (indagine Istat 2007).
Omeopatia
Efficacia
Un gran numero di lavori scientifici, pubblicati anche da riviste scientifiche non legate all’omeopatia (quali il Lancet, il British Medical Journal, il British Journal of Clinical Pharmacology, l’European Journal of Clinical Pharmacology ecc.), hanno dimostrato l’efficacia terapeutica dell’omeopatia. Le prove a favore dell’omeopatia sono fondate sia sui dati della letteratura classica (studi clinici osservazionali) sia su un numero sempre crescente di dati della letteratura scientifica moderna (trials controllati e randomizzati). I dati fino ad oggi disponibili indicano con chiarezza che:
- l’omeopatia è efficace in numerose condizioni cliniche
- l’effetto dell’omeopatia è superiore a quello del placebo
Questi dati sono stati inoltre confermati dall’esperienza clinica di migliaia di medici e dal livello di soddisfazione di milioni di pazienti, in ogni parte del mondo.
Gli effetti osservati sono stati studiati attraverso approcci diversi: dalle analisi chimico-fisiche ai modelli biologici animali e vegetali, fino alle sperimentazioni cliniche condotte in diversi Paesi. I dati raccolti nel documento di sintesi della ricerca pubblicato dall’Homeopathy Research Institute offrono una panoramica dello stato attuale della ricerca.
La ricerca scientifica
La ricerca chimico-fisica moderna si concentra sull’analisi dei medicinali preparati attraverso processi di diluizione seriale e succussione dinamica. Le indagini indicano che il 72% degli esperimenti fisico-chimici evidenzia proprietà specifiche nei preparati dell’Omeopatia rispetto ai semplici solventi utilizzati come controllo.
Tecnologie avanzate, tra cui la risonanza magnetica nucleare, la spettroscopia Raman, la spettroscopia ultravioletta e la calorimetria a scansione differenziale, hanno rilevato caratteristiche termodinamiche e strutturali distintive nei diversi preparati. Secondo queste ricerche, tali caratteristiche possono essere misurate e risultano persistenti anche a diluizioni estremamente elevate, oltre il limite teorico di Avogadro, cioè la soglia oltre la quale, secondo la chimica convenzionale, non dovrebbero essere presenti molecole della sostanza di partenza.
Gli studiosi hanno formulato quattordici modelli concettuali differenti per interpretare i possibili meccanismi d’azione dell’Omeopatia. Tra le ipotesi studiate vi sono quelle relative alla presenza di nanostrutture e nanoparticelle generate durante il processo di preparazione, che potrebbero conservare alcune caratteristiche fisiche della sostanza originaria. Altri modelli prendono invece in esame l’organizzazione molecolare dell’acqua e l’ipotesi di domini di coerenza dotati di proprietà elettromagnetiche.
Più recentemente, alcuni studi hanno cercato di mettere in relazione la caratterizzazione chimico-fisica dei preparati con le risposte biologiche. Un esempio è rappresentato da uno studio clinico personalizzato del 2025, condotto in doppio cieco e con controllo placebo, nel quale microscopia elettronica, diffusione della luce e spettrometria di massa hanno identificato nanoparticelle nei medicinali prescritti. Parallelamente, l’analisi del profilo proteomico del plasma dei pazienti ha evidenziato segnali molecolari associati a specifiche vie immunitarie attivate durante il trattamento.
Gli effetti biologici riproducibili nei sistemi di laboratorio
La ricerca biologica analizza gli effetti dei preparati dell’Omeopatia sui sistemi viventi sia in vitro, attraverso colture cellulari isolate, sia in vivo, utilizzando organismi completi. Le analisi della letteratura indicano che il 77% degli esperimenti biologici riporta effetti significativi e misurabili nei modelli controllati. Gli studi in vitro hanno evidenziato risposte cellulari complesse e non lineari, associate a meccanismi farmacodinamici specifici per i diversi sistemi.
Il Gelsemium sempervirens, tradizionalmente utilizzato in Omeopatia per stati di ansia e disturbi neurologici, rappresenta uno dei modelli biologici più studiati. In colture di cellule nervose umane, le diluizioni omeopatiche 3C e 5C hanno mostrato un incremento del metabolismo energetico cellulare, con aumento della produzione di adenosina trifosfato, della respirazione mitocondriale e della glicolisi. Altri esperimenti hanno evidenziato una stimolazione della crescita e della lunghezza delle cellule nervose immature, suggerendo un possibile effetto sulla connettività neuronale e sui processi di rigenerazione cellulare. Ricerche del 2025 indicano inoltre che lo stesso preparato potrebbe esercitare un’azione protettiva nei confronti dello stress provocato dalla privazione di siero, riducendo la vulnerabilità delle cellule.
Anche i modelli animali hanno prodotto risultati interessanti. I protocolli sperimentali mostrano un progressivo miglioramento della qualità metodologica: l’82% degli studi include la randomizzazione e il 43% è condotto in doppio cieco. In alcuni esperimenti, la somministrazione di Gelsemium sempervirens ai topi ha ridotto i comportamenti associati all’ansia in condizioni controllate, con risultati comparabili a quelli osservati con il diazepam e senza gli effetti sedativi tipici di quest’ultimo. Uno dei modelli biologici più studiati è quello degli anfibi, utilizzato per analizzare gli effetti della tiroxina ultra-diluita sul processo di metamorfosi dei girini. L’esperimento è stato replicato da sette laboratori indipendenti in quattro Paesi. I ricercatori hanno osservato una variazione sistematica e statisticamente significativa della velocità di metamorfosi, con rallentamenti dello sviluppo dell’11,4% nel primo laboratorio, del 9,5% nel secondo esperimento condotto dallo stesso gruppo e del 7% nei team indipendenti. Il risultato appare particolarmente interessante perché la tiroxina in forma molecolare convenzionale produce negli anfibi l’effetto opposto, accelerando la metamorfosi.
La validazione clinica e il confronto con il placebo
La valutazione dell’efficacia clinica dell’Omeopatia si basa su tre principali tipologie di evidenze: revisioni sistematiche e metanalisi, studi randomizzati controllati e studi osservazionali. A partire dal 1991, alcune ricerche hanno riportato risultati positivi non attribuibili al semplice effetto placebo. Questi risultati sono stati successivamente analizzati in numerose revisioni della letteratura. Il dibattito scientifico è proseguito anche in seguito alla pubblicazione di studi con conclusioni negative, mentre analisi successive hanno evidenziato come alcune di queste conclusioni dipendessero dalla selezione di un numero ristretto di sperimentazioni.
Le analisi statistiche riportate nel documento indicano che l’Omeopatia individualizzata presenta una probabilità di beneficio clinico da 1,5 a 2 volte superiore rispetto al placebo. Gli studi caratterizzati dai più elevati standard metodologici mostrano inoltre, secondo queste analisi, gli effetti terapeutici più marcati. Una revisione sistematica del 2023, che ha sintetizzato i risultati di 182 studi clinici randomizzati, ha rilevato un effetto dell’Omeopatia significativamente superiore al placebo in cinque delle sei metanalisi considerate, indicando un livello di evidenza alto per l’Omeopatia individualizzata e moderato per quella non individualizzata.
Attualmente, la ricerca clinica conta 297 studi controllati randomizzati pubblicati su riviste scientifiche peer-reviewed, di cui 172 sperimentazioni condotte in doppio cieco con controllo placebo e relative a 105 diverse condizioni mediche. Risultati favorevoli sono stati osservati in condizioni come la fibromialgia, con miglioramenti del dolore e dei punti sensibili, la diarrea infantile e l’ileo post-operatorio. Nel trattamento della rinite allergica perenne, uno studio clinico in doppio cieco ha documentato un incremento del flusso d’aria nasale nei pazienti trattati rispetto al placebo. Per la sindrome premestruale, un trial controllato ha invece registrato una riduzione significativa del punteggio relativo ai sintomi clinici. Una revisione sistematica del 2024 dedicata all’otite media acuta ha inoltre evidenziato risultati positivi sia nella riduzione della sintomatologia sia nel contenimento dell’uso di antibiotici. Per ridurre l’eterogeneità tra gli studi e rendere più confrontabili le ricerche future, sono stati recentemente sviluppati parametri standardizzati per la valutazione dell’otite media nella medicina primaria e di comunità.
In sintesi
I dati raccolti in diversi Paesi europei indicano che i pazienti assistiti da medici che integrano l’Omeopatia ricorrono meno frequentemente ai farmaci convenzionali, mantenendo risultati di salute comparabili. Lo studio di coorte francese EPI3, condotto su 8.599 pazienti, ha rilevato che i soggetti trattati da medici di medicina generale qualificati in Omeopatia consumavano il 57% in meno di antibiotici per le infezioni respiratorie, il 71% in meno di psicofarmaci per ansia e depressione e il 46% in meno di farmaci antinfiammatori non steroidei per i disturbi muscolo-scheletrici.
Analisi successive hanno confermato la generalizzabilità dei risultati alla popolazione nazionale. In Germania, una ricerca condotta su circa 600.000 pazienti trattati per infezioni acute delle vie respiratorie superiori ha evidenziato una riduzione delle prescrizioni di antibiotici e un intervallo significativamente più lungo prima del ricorso alla prima terapia antibiotica, un dato di particolare interesse nel contesto della lotta alla resistenza antimicrobica. Sempre in Germania, uno studio longitudinale condotto su 3.677 pazienti affetti da patologie croniche, tra cui cefalea, rinite allergica ed eczema atopico, ha documentato un miglioramento clinico mantenuto nel corso di otto anni. I punteggi di gravità dei sintomi sono passati da 6,2 a 2,7 negli adulti e da 6,1 a 1,7 nei bambini.
In Italia, i dati relativi all’integrazione della medicina complementare nel sistema sanitario pubblico della Toscana, raccolti su 5.877 pazienti, indicano che l’88,8% dei soggetti ha registrato un miglioramento dei sintomi. Sono stati inoltre rilevati benefici nell’ambito oncologico, in particolare per il trattamento di sintomi associati alle terapie antitumorali, come stanchezza, ansia e vampate di calore. Nel Regno Unito, un’indagine ospedaliera condotta su 6.544 pazienti seguiti per sei anni ha rilevato che il 70,7% dei partecipanti riferiva miglioramenti in disturbi cronici come asma, emicrania, sindrome del colon irritabile e affaticamento cronico.
Effetti avversi
Sono quasi del tutto assenti ed è per questo che le cure omeopatiche sono adatte per qualsiasi classe d’età, anche per i bambini. Sotto il profilo della tollerabilità, le metanalisi riportate confermano un profilo di sicurezza favorevole. Gli studi clinici randomizzati documentano tassi di eventi avversi comparabili a quelli osservati con il placebo, con il 93% degli eventi classificato come lieve. Gli studi osservazionali riportano inoltre un’incidenza di effetti collaterali inferiore rispetto ai trattamenti convenzionali di confronto, senza evidenziare eventi gravi attribuibili alla terapia.
Altri studi
Riportiamo qui di seguito le conclusioni di altri studi, scelti fra migliaia effettuati, che danno un’idea dell’efficacia dell’omeopatia in molteplici situazioni cliniche.
E’ dimostrato: l'omeopatia classica è efficace nelle malattie croniche e dimezza il consumo dei farmaci
Pubblicato da un’equipe di epidemiologi dell’Università di Berlino, per la prima volta sono stati studiati gli effetti a lungo termine dell’omeopatia nella pratica clinica corrente. Lo studio è stato compiuto da 103 medici omeopati diplomati in omeopatia classica [1].
Lo studio ha coinvolto 3981 pazienti (di cui 1139 bambini) affetti nella quasi totalità da malattie croniche (le più comuni erano rinite allergica negli uomini, cefalea nelle donne, dermatite atopica nei bambini). Dopo 24 mesi è stato effettuato il controllo del risultato della terapia omeopatica, utilizzando un sistema che permetteva di controllare non solo l’evoluzione della malattia principale ma anche della totalità dei sintomi (e quindi lo stato di salute complessivo). Questi i risultati:
adulti: la gravità della malattia è diminuita di oltre il 50% (da 6.2 a 3.0)
bambini: la gravità della malattia è diminuita di oltre il 70% (da 6.1 a 2.2)
Contemporaneamente si è osservato un miglioramento dello stato di salute generale sia negli adulti che nei bambini. Lo stato di salute è stato valutato con un questionario validato internazionalmente (SF-36).
Inoltre, il consumo di mecinali convenzionali passò dal 45% all’inizio dello studio al 26.8% dopo 24 mesi.
Lo studio è molto importante in quanto:
- dimostra su di un ampio gruppo di pazienti, seguiti per lungo tempo, che la medicina omeopatica è altamente efficace, cioè modifica in modo sostanziale il decorso della malattia del paziente (diminuzione di gravità della malattia dal 50 al 70%);
- conferma che l’efficacia sulla singola malattia si ha in quanto il medicinale omeopatico, a differenza di quello convenzionale, ha un’azione d’insieme su tutto l'organismo (cura la malattia e l’individuo, infatti lo stato di salute complessivo migliora);
- dimostra che questi risultati sono stati ottenuti con l’omeopatia classica: questa metodica quindi, non solo ha solide basi scientifiche (è basata su dati sperimentali, le sperimentazioni sull’uomo sano), ma dà anche importanti risultati clinici;
- sottolinea l’importanza della competenza dei medici omeopati per ottenere risultati così favorevoli: dopo un training in omeopatia, i medici dovevano avere almeno 3 anni di pratica clinica per partecipare allo studio;
- dimostra che in un periodo di tempo medio (2 anni) il consumo di farmaci convenzionali diminuisce quasi del 50%. Lo studio non è stato progettato per valutare il risparmio economico prodotto dalla medicina omeopatica classica ma è evidente che l'omeopatia, usata su larga scala, produce un enorme risparmio come costo, in farmaci convenzionali.
Inoltre l’omeopatia classica costa molto poco perchè usa un solo medicinale omeopatico, composto da una sola sostanza. Questi medicinali, detti Unitari, costano in media 4-8 euro e si utilizzano a lungo.
Nota:
[1] omeopatia classica: metodologia omeopatica in cui si utilizza un solo medicinale omeopatico per volta basandosi, per la prescrizione, sulla totalità dei sintomi del paziente (e non su un sintomo o due, come si fa normalmente nella medicina convenzionale).
Fonte: “Andrea Valeri, resp. dipartimento di ricerca scientifica, Soc. Italiana di Medicina Omeopatica”
Claudia Witt1, Rainer Lüdtke2, Roland Baur1, Stefan N Willich1. Pratica medica omeopatica: I risultati a lungo termine di uno studio di coorte su 3981 pazienti. BMC Public Health. 2005 Nov 3;5:115
1Istituto di Medicina Social]e, Epidemiologia, Economia della Salute; Centro Medico dell’Università di Charité, D-10098 Berlino, Germania 2Fondazione Karl e Veronica Carstens, Deimelsberg 36, D-45276 Essen,Germania
Le Meta-analisi
Le conclusioni di 6 meta-analisi (tecnica clinico-statistica che permette di assemblare, in un unico risultato cumulativo, i risultati di più studi clinici su di un medesimo trattamento) hanno messo in evidenza l’efficacia dei medicinali omeopatici.
Kleijnen J, Knipschild P, ter Riet G. Clinical trials of homoeopathy. BMJ 1991; 302: 316–23
Boissel JP, Cucherat M, Haugh M, Gauthier E. Critical literature review on the effectiveness of homoeopathy: overview of data from homoeopathic medicine trials. Brussels, Belgium: Homoeopathic Medicine Research Group. Report to the European Commission. 1996: 195–210
Linde K, Melchart D. Randomized controlled trials of individualized homeopathy: a state-of-the-art review. J Alter Complement Med 1998;4: 371–88
Cucherat M, Haugh MC, Gooch M, Boissel JP. Evidence of clinical efficacy of homeopathy: a meta-analysis of clinical trials. Eur J Clin Pharmacol 2000; 56: 27–33
Shang A, Huwiler-Müntener K, Nartey L, et al. Are the clinical effects ofhomoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlledtrials of homoeopathy and allopathy. Lancet 2005; 366: 726–32
Linde K, Clausius N, Ramirez G, et al. Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? A meta-analysis of placebo-controlled trials. Lancet 1997; 350: 834–43
Fonte (sezione «Effetti avversi»): generiamosalute.it, «Cosa dice la scienza dell’omeopatia nel 2026»
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